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POLITEKNE MATTEI - Molti cervelli, molti sogni

POLITEKNE MATTEI - Molti cervelli, molti sogni

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Giovedì 1 giugno si è svolta la seconda edizione di Politekne Mattei: di nuovo un successo!

Foto  -  Elenco progetti  - Presentazione - Articolo de "La Provincia di Sondrio"

Ecco un resoconto (scanzonato) di Vittorio Lo Verso

 

POLITEKNE

Molti cervelli, molti sogni

Ecco, ci risiamo! L’ennesimo invito ad una delle innumerevoli iniziative della scuola. Peraltro una scuola del profondo Nord, ITIS “E. Mattei” di Sondrio. Da anni docenti e studenti si affannano a mostrare il valore del sistema scolastico italiano e tutti pensano di avere trovato la strada giusta, l’idea che risolve.

Se si aggiunge che, in questo caso, si tratta di un Politekne, per me, uomo di classica formazione, il pomeriggio si preannuncia ricco di sorrisi che nascondono la totale incomprensione.

L’impatto è devastante! Due grandi aule mi fagocitano e mi immergono in un incubo surreale. Un verricello forestale m’inquieta, un taglio laser mi minaccia, un sistema automatico che suona un flauto a fischietto mi rallegra, l’analizzatore di tensione di rete mi rende perplesso, una cascata programmabile mi rinfresca, un bersaglio elettronico automatico mi dà la tentazione di sparare.

Aria! Mi manca l’aria! Con passo spedito e sicuro mi tuffo nell’altra aula, un po’ più grande ed in apparenza più rassicurante. Sto quasi per riacquistare il principio di realtà, quando una mano robotica con controllo a distanza cerca di afferrarmi! Mi ritrovo calato in una realtà sconosciuta, fatta di vasi a levitazione magnetica, serre automatizzate, siti per rinnovare abbonamenti, Negri’s machine, sviluppi di videogiochi, sintesi dell’Eosina e studi di Physarum Policefalum! Ma in fondo all’aula campeggia la domanda esistenziale: l’olio, una questione di chimica? Almeno dopo la spiegazione è previsto l’assaggio di pane e olio!

Rifocillatomi, procedo con la massima professionalità e comincio a chiedere lumi in merito al mare di tecnologia nel quale sto annegando. Primo studente, primo progetto; secondo studente, secondo lavoro. A mano a mano e a brano a brano, iniziano a sgretolarsi i miei pregiudizi! I ragazzi rendono chiaro l’oscuro, spiegano con disinvoltura e parlano una lingua comprensibile. Ed io capisco! Certo, non tutti gli aspetti tecnici, ma l’idea sì. E le idee ci sono. E tutte interessanti. Come è possibile?

Mi rischiarano la mente i colleghi curatori del meeting: “l’idea è nata, perché ogni anno i maturandi realizzavano un numero notevole di progetti/tesine. E allora ci siamo detti, perché non mostrarli al pubblico? Perché non invitare le aziende del territorio per stabilire contatti con gli studenti? E così, considerata l’affluenza dello scorso anno, ci siamo organizzati in modo più sistematico, programmando i progetti e l’evento finale. Il contributo di Alpi in Scena e del Comune di Sondrio è la testimonianza che l’iniziativa ha un certa risonanza nel territorio”.

Adesso comprendo! Quei simpatici signori in giacca sono il mondo dell’imprenditoria! Provo a seguirne qualcuno e lo importuno con qualche domanda. Sarà il caldo o l’olio, ma rimango stupefatto! Quasi tutti mi dicono di essere in contatto con la scuola da un po’ di tempo, Qualcuno addirittura ha donato alla scuola macchinari. Sì, perché “se i ragazzi riescono ad acquisire una formazione aziendale di base, noi, in caso di assunzione, saltiamo tutta la fase di formazione in azienda”. E l’esperienza è nata prima che la buona scuola costringesse gli istituti alla ricerca affannosa di aziende, per soddisfare l’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro!

Spesso i contatti e le relazioni sono più efficaci delle ordinanze. 50 progetti che coinvolgono 70 studenti i quali hanno sperimentato, in modo artigianale e a costi quasi inesistenti, la nascita dell’idea, la progettazione e la realizzazione. Tutte le fasi previste da un processo produttivo. Ecco perché i ragazzi sono stati in grado di spiegare anche a me, tirranosauro tecnologico, il loro progetto. Semplicemente perché sotto l’attenta guida dei docenti hanno vissuto il travaglio del parto, tecnico sì, ma sempre creativo.

Seguire gli studenti nei loro percorsi di creatività ed aiutarli a rendere concreti i loro desideri, rappresenta uno scarto notevole rispetto alla pedagogia dei nostri tempi secondo la quale non eravamo mai pronti a sperimentarci.

È l’idea che risolve? Non lo so. Ma è una buona idea!

Vittorio Lo Verso